Il Festival.

ballerina balla

Cos’è habitat

Scenari possibili

Habitat_Scenari Possibili ha preso forma nel 2014 da un’idea del direttore artistico di Associazione Culturale ILINX e di R.A.M.I. Residenza Artistica Multidisciplinare ILINXARIUM, come sostegno del progetto internazionale di arte pubblica Ecoismi realizzato presso il Comune di Cassano d’Adda, con l’intento di aiutare i cittadini a comprendere le forme d’arte realizzate dal festival visivo, utilizzarle, conoscerle e rispettarle, sentendosi parte attiva nella gestione del patrimonio artistico. Dal 2015 habitat diventa una manifestazione a sé stante.

Nel tempo si è ritenuto importante far partecipare alla manifestazione anche altri Comuni limitrofi facenti parte del territorio dell’Adda/Martesana e, grazie all’adesione di un numero sempre maggiore di Amministrazioni, ILINX ha reso possibile la nascita di una rassegna di arti contemporanee estesa su un’area geografica di 30 km di lunghezza, capace di sostenersi economicamente grazie alla partecipazione a bandi pubblici e alla razionalizzazione dei costi.

Abbiamo unito eventi di arte contemporanea locali (opere d’arte visiva, performance e laboratori) con eventi di interesse sovralocale (aperitivi culturali, conferenze) ed eventi intercomunali (biciclettate) che portassero i cittadini a conoscere cosa sta avvenendo nei comuni limitrofi promuovendo la valorizzazione fruitiva e turistica.

Tutto ciò è stato possibile grazie al sostegno delle comunità locali che tramite le associazioni, le scuole e le Amministrazioni comunali hanno partecipato e sostenuto le attività. Il punto di forza di Habitat Scenari Possibili è la sua estensione territoriale, che coinvolge “mondi” completamente differenti (periferie urbane residenziali, nuclei storici, campagne, parchi cittadini e parchi naturali) ed è in grado di attrarre tipologie di utenti diversificate.

Da una prospettiva differente però, l’estensione e la frammentazione geografica e sociale, rendono la gestione molto complessa, sebbene da anni si stia lavorando per dare un senso di continuità e unità a “mondi” differenti e far sentire le Amministrazioni Comunali e i cittadini, abitanti di una sola grande comunità.

Tra gli altri obiettivi vi è anche quello di generare relazioni e collaborazioni con gli altri grandi eventi artistici e culturali che si svolgono nel territorio per una contaminazione e germinazione delle attività. La rassegna artistica, riconosciuta da Regione Lombardia per la sua rilevanza regionale, si articola sul triennio 2018-2020, attorno alle tematiche della Rinascita (2018), dell’Energia (2019) e delle Trasmissioni (2020).

Ogni edizione lascia sul territorio alcune opere permanenti, per creare nel tempo una mappa dell’arte contemporanea da scoprire: A Cassina de’ Pecchi, al Centro Culturale il Casale si trova un manufatto cilindrico che fa da cassa di risonanza come un organo musicale (Confluenze dell’artista Stefano Canto) e all’ultimo piano del Museo MAIO una mappa del desiderio dei cittadini, a partire dai loro percorsi, e realizzata con la lana dal titolo Pianta Desiderio di Monica Sgrò. Sempre a Cassina sull’alzaia del Naviglio Martesana le nove canne del Canneto vinciano di Marco Dante Sinigaglia.

artisti sui trampoli

Creare nel tempo una mappa dell’arte contemporanea da scoprire.

Le Opere d’Arte del Festival

Al parco pubblico della biblioteca di Gorgonzola il Baule delle Identità raccoglie i racconti degli abitanti del luogo (di Luca Marchiori e Nicolas Ceruti), a Inzago al parco del Centro Culturale Dè Andrè si trova l’opera murale Parete Rinascita, che raffigura piante e fiori (a cura di Bonora Brothers); a Cologno Monzese al parco pubblico di Villa Casati Water is Precious, di Chiara Cerea, installazione di arte pubblica partecipata utilizzando bottiglie di plastica usate e l’opera dei Bonora Brothers dedicata al genio di Leonardo Da Vinci Tunnel. Al parco pubblico di Villa Taverna a Cernusco sul Naviglio Primavera di MargStudio, con le foglie simbolo di vitalità; a Fara Gera d’Adda un tronco fossile di cemento reciso (Untitled di Federico Tosi), l’anello Equilibrio Circolare di Chiro – Ciro Amos Ferrero e La Memoria dell’Acqua di Cesare Villa al parco pubblico di via Adda; a Vimodrone in piazza Vittorio Veneto We no longer make history (ciao ciao!) di Fabio Dartizio, con due motorini Piaggio fusi tra loro per rappresentare il collasso spaziale relativo e virtuale, al parco pubblico di Villa Torri Cerchio del collettivo Colla e Anemos métria di Davide Tagliabue. A Vaprio d’Adda lungo l’alzaia del Naviglio Martesana rigira nell’acqua la Ruotanimata dei Bonora Brother e nel giardino della casa del Custode delle Acque troviamo Cubosfera di “Chiro” Ciro Amos Ferrero.

Infine, grazie alla collaborazione con Ecoismi 2016, Frammenti di Eraclito si trovano incisi su travi in abete lungo i 30 km di ciclabile del naviglio della Martesana, a Cassano d’Adda si possono vedere le grandi girandole colorate create con cerchioni di bicicletta (Rainbow Wheels di Federica Pezzani e Daniele Verderio), a Cassina de’ Pecchi, sul Naviglio della Martesana si trova un’inedita rastrelliera per biciclette integrata con una seduta d’appoggio per riposare e ripararsi dal sole (Pausa del collettivo Colla), e al Parco pubblico della Besozza a Pioltello si trova Nightflight di Elin&Keino, la riproduzione delle costellazioni attraverso semisfere di acciaio con fori che sfruttano la luce solare di giorno e quellaa dei lampioni la notte. La maggior parte delle opere, inoltre, sono create per essere accessibili anche a persone con una disabilità. Per la realizzazione delle performance sulle opere abbiamo ospitato diversi artisti, gruppi e collettivi tra cui: Stalker Teatro, ILINX teatro, Sara Catellani, Antonello Cassinotti, Pleiadi Art Production, The Please, Luca ‘Plaza’ Piazza, Mattia ‘Tia’ Airoldi, Francesca Stella Riva, Mattia Gardenal, Federica Furlani e Officine Tesla, Francesca Maggioni, Gabi Scardi, Luca Scarlini.

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